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 Gaius Valerius Catullus     
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Carmen 10 (in Italian by Mario Ramous)
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Dal Foro dove ciondolavo il mio buon Varo
mi porta a casa di una sua ragazza,
una fichina che a prima vista mi parvenon priva di qualche grazia, quasi carina.
Giunti da lei ci si mise a parlare
di tante cose e fra queste della Bitinia,
il suo stato, le sue condizioni politiche,
i guadagni che mi avrebbe fruttato.
Risposi la veritá: a nessuno di noi,
pretori o gente del seguito, era toccato
di tornarsene col capo piů profumato,
vedi poi se ti capita in sorte un fottuto
di pretore che del seguito se ne infischia.
'Ma almeno' m'interrompono 'avrai comprato
ci˜ che dicono la specialitá del luogo,
dei portatori di lettiga.' Io per farmi
con la donna un po' piů fortunato degli altri:
'Non mi č andata poi cos’ male,' le rispondo
'considerata quella terra maledetta:
ne ho cavato otto uomini robusti.'
In realtá non ne avevo neppure uno,
qui a Roma o laggi, in grado di reggere
sul collo una vecchia brandina sgangherata.
E quella con la sua facciatosta mi fa:
'Catullo mio, dovresti prestarmeli un attimo,
te ne prego, voglio farmi portare al tempio
di Serápide.' 'Un momento, dico, ragazza,
ci˜ che poco fa ho detto di possedere,
m'ero distratto: č un amico mio,
Gaio Cinna, che se l'č procurato.
D'altra parte, suoi o miei, che importa?
Me ne servo come fossero miei.
Ma tu sei proprio sciocca e impertinente
se non ammetti che ci si possa distrarre.'
© copyright 28-12-2001 by Mario Ramous
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